Il FuturDome Prize, che per contribuire alla libertà creativa degli autori assegna premi in denaro di € 2.000, si articola su tre categorie: Enduring Ambiances dedicata ai progetti capaci di incarnare una continuità nello spazio e nel tempo; Comunità di stabilizzazione dedicata ai progetti che rafforzano comunità emergenti o esistenti superando identità e barriere; Sintesi emotiva, dedicata a progetti in grado di creare ambienti comunicativi positivi con oggetti o dispositivi capaci di interagire con le sensazioni umane.
Al concorso erano candidati oltre centotrenta designer e la commissione dei giurati, composta da Elena Braghieri (fotografa), Paola Carimati (giornalista), Marco Ferreri (designer), Constance Gennari (fondatore di The Socialite Family), Irene Kronenberg e Alon Baranovitz (designer), Luca Nichetto (designer), Angela Rui (Critica del design e curatrice), Paolo Ulian (designer), ha scelto di premiare le opere di Yoya Kobayashi, Kodai Iwamoto e Nienke Helder nelle rispettive categorie, mentre a Gerjanne van Gink, con ADS-Mirror, è andato il Premio Speciale della Giuria.
Un Premio alla Carriera è stato inoltre conferito a Gianni Pettena, architetto, artista e critico, professore di Storia dell’Architettura Contemporanea all’Università di Firenze e di Progettazione alla California State University, per aver ispirato giovani architetti e designer con progetti e visioni idealizzate di spazi e paesaggi urbani.
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